Giu 17, 2015 - Senza categoria    No Comments

RESTAURO DI UNA CARTAGLORIA DEL 1700

Ho avuto incarico di restaurare una cartagloria del 1700.

Le cartagloria sono delle tabelle lignee o in metallo prezioso con cornice che si ponevano al centro e ai due lati dell’altare, sulle quali erano scritti testi invariabili della liturgia della Messa, a supporto dell’officiante. Ogni servizio era composto da tre pezzi: i due laterali di eguale dimensione, quello centrale più grande.

La cartagloria in questione è arrivata nel mio laboratorio a pezzi, per una caduta accidentale dal muro dove era appesa.

Il primo intervento è stato la verifica dei pezzi, ovvero se combaciavano e (cosa molto importante) se c’erano tutti.  In caso contrario, avrei dovuto provvedere a ricostruire quelli mancanti, lavoro estremamente delicato che, in questo caso, non è stato necessario. Successivamente ho provveduto a riconsolidare il legno, che era molto tarlato, con delle iniezioni di colla animale. Quindi ho cominciato il lavoro di assemblaggio di un pezzo alla volta, riprovando, prima di incollare il pezzo, l’esatto posizionamento di ognuno di essi, tenendo tutto fermo con un morsetto per una maggiore tenuta.

Dopo che la colla si è solidificata, ho cominciato il lavoro di stuccatura delle crepe di unione  con piccolissime quantità di stucco e, operazione successiva, ho provveduto a uniformare il colore in modo che non si notasse la stuccatura; stessa operazione con i particolari in doratura. Infine,  ho applicato un nuovo anello per il fissaggio al muro.

Il risultato finale si può vedere dalle foto dell’oggetto restaurato.

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Ott 5, 2014 - artigianato    No Comments

RESTAURO DI UNA CORNICE CON UNA STAMPA DI SANTA RITA

Si tratta di un classico ovale in stucco probabilmente degli inizi del 1900. Questi ovali erano molto comuni in Liguria e nel basso Piemonte. La stampa effigia Santa Rita ed è oggetto di particolare devozione. La cornice si presentava con diverse rotture della parte in gesso e con evidenti scollature nel supporto ligneo. Come prima operazione ho provveduto a smontare la stampa e il vetro, poi ho fatto una completa pulizia della cornice e quindi ho staccato conservandole le parti in gesso che erano poco aderenti alla cornice. Di seguito mi sono dedicato al consolidamento della parte lignea del manufatto, con stuccatura e incollaggio delle parti non aderenti tra loro, e ho dato una mano di antitarlo (non c’era una grossa infestazione ma soltanto qualche buco qua e là). Naturalmente ho stuccato con della cera i buchi dei tarli. Dopo il restauro del supporto ligneo ho cominciato con la parte in gesso, incollando i vari pezzi e ripristinando con dello stucco le parti mancanti, naturalmente seguendo il disegno della cornice. Dopo che tutto era asciutto ho provveduto a dorare la cornice esterna e a dare una mano di smalto nero opaco su tutto il resto. Come finitura ho applicato della gommalacca a tampone. Il quadro si può ammirare presso la chiesa di Loco di Rovegno in provincia di Genova.

 

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Apr 19, 2014 - Senza categoria    No Comments

RESTAURO DI UNA CASSAPANCA IN RADICA

Oggi vi parlerò di un restauro fatto di recente: una cassapanca/divanetto in radica probabilmente degli anni 30/40 del secolo scorso. La cassapanca si presentava in uno stato medio di conservazione. Il danno più grave era nella parte destra con evidentissime scollature e accartocciamenti dell’ impiallaccio in radica dovuti a una esposizione eccessiva all’umidità ( il mobile si trovava in una cantina ed era stato lasciato lì per anni). Nel complesso si presentava comunque in uno stato accettabile. La serratura era stata forzata e la chiave era rotta all’interno di essa. Come primo intervento naturalmente ho eseguito una pulizia a fondo, ho tolto tutta la polvere e lo sporco che si era accumulato, ho controllato la presenza di eventuali danni alla struttura e quindi ho iniziato il lavoro di sverniciatura. Purtroppo, visto il grave stato di deterioramento di un bracciolo, ho dovuto asportare un pezzo del piallaccio in radica, sostituendolo con altra radica che avevo in laboratorio. Ho fatto pertanto una così detta “toppa”. Questo è stato il lavoro più difficile perché è molto raro trovare radica della stessa tramatura di quella preesistente. Messa a posto la serratura e trovata una nuova chiave, ho quindi potuto cominciare il lavoro di finitura a gommalacca. Ho provveduto a dare una mano di gommalacca a 300 g/l, ho lasciato asciugare per bene e quindi, con una paglietta metallica fine, ho provveduto a rendere uniforme la gommalacca. Infine, ho iniziato la lucidatura a tampone tradizionale con gommalacca 70 g/l. Il risultato, come potete vedere dalle foto, è stato molto soddisfacente.

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Ago 4, 2013 - artigianato    No Comments

RESTAURO PORTE, PORTONI, FINESTRE, SCALE IN LEGNO, ARREDI INTERNI ED ESTERNI DI ANTICHI NEGOZI ECC….

Vorrei comunicare a tutti che “Bruzzone Restauri Genova” non si occupa soltanto del restauro di mobili antichi ma anche di:

restauro mobili in legno moderni, cornici, porte, portoni e finestre, scale in legno, oggetti in legno di qualsiasi tipologia, strumenti musicali in legno, modellismo, casse di orologi e pendole, arredi interni ed esterni in legno di antichi negozi (banconi, scaffali, cornici vetrine) ecc… ecc… NON ESITATE A CHIEDERE! Pareri e preventivi gratuiti. Anche semplici consigli.

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Lug 20, 2013 - artigianato    No Comments

PREPARAZIONE DELLA COLLA A CALDO

Oggi vorrei parlarvi della colla a caldo, quella da falegname, colla che è in uso da centinaia di anni. Essa è fatta di scarti di lavorazione degli animali (pelle, ossa, cartilagini) ed è una delle colle più efficaci. E’ di pronto uso, pronta adesione e, cosa non da poco, è reversibile in quanto basta un po’ di acqua calda e può essere rimossa abbastanza facilmente. Dopo che è essiccata ha la capacità di diventare dura come il vetro e ciò la rende indispensabile per formare con altri ingredienti degli stucchi per il restauro, oppure può diventare, con l’ausilio di una siringa, un validissimo materiale per riconsolidare il legno. 

La preparazione di questa colla è abbastanza semplice (basta un minimo di attrezzatura):

Si compra la colla in perline, acquistabile in qualsiasi buon negozio di colori. La dose è 1 kg di colla in 750 cc di acqua. E’ chiaro che si possono fare dosi minori rispettando questi parametri. Esempio: 500 gr di colla in 375 cc di acqua e così via.

Si lascia la colla in acqua per almeno tre ore, poi si fa scaldare a bagnomaria finchè non diventa liquida. La colla è praticamente pronta. Certamente bisogna adoperarla a caldo, ma, con un po’ di esperienza, si può facilmente usare senza problemi. Chiaramente la colla va scaldata prima di essere usata e non bisogna mai superare i 60°.

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Giu 15, 2013 - artigianato    No Comments

ACQUAFORTE DELL’ARTISTA GENOVESE LUIGI SACCO

In un mercatino dell’usato ho trovato un’acquaforte dell’artista genovese Luigi Sacco (fine ‘800) che rappresenta piazza Matteotti. La stampa presentava le classiche macchie brune della carta invecchiata e la cornice (di buona fattura) presentava le classiche pecche del tempo: legno scolorito, vernice mancante ecc… 

Ho innanzitutto provveduto a togliere la stampa dalla cornice e dal vetro ed ho immerso l’acquaforte in una soluzione di ipoclorito di sodio. L’ipoclorito di sodio infatti, essendo un forte ossidante, ha tolto le macchie dalla carta. Quindi, ho messo la carta ad asciugare lentamente su di un supporto traforato. Sono passato di seguito al restauro della cornice: ho pulito perfettamente il legno, ho tappato alcuni fori di tarlo con della cera, ho infine lucidato la cornice con gommalacca stesa a tampone. 

Dopo alcuni giorni (aspettando che la carta fosse asciutta completamente) ho provveduto a rimontare il tutto aggiungendovi un passepartout colore avorio. 

 

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Mag 5, 2013 - artigianato    No Comments

STUCCHI A CERA

Di solito per tappare piccoli fori (per esempio i fori causati dai tarli) si usa uno stucco a cera. In commercio ci sono apposite barrette di diverso colore adatte allo scopo ma, se il colore è particolare e non si trova in commercio oppure se si vuole sperimentare autonomamente la preparazione della giusta sfumatura, si può creare lo stucco giusto con un semplice procedimento. Si amalgama la cera d’api con terre naturali (per esempio ocra, terra di siena bruciata, nero fumo ecc…) a seconda del colore che si vuole ottenere. Si possono anche mischiare due o più tipi di terra per trovare la giusta sfumatura. Qui, ovviamente, entra in gioco l’abilità del restauratore. 

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Mar 26, 2013 - artigianato    No Comments

LA PREPARAZIONE DELLA CERA PER LUCIDARE I MOBILI

Oggi ho preparato la cera per lucidare i mobili. La dose è 1:3 cioè una parte di cera e tre di essenza di trementina purissima. La preparazione è facile: si fa fondere la cera d’api e poi la si aggiunge alla trementina mescolando per bene con una bacchetta di legno fino a creare un impasto morbido e omogeneo. Tale cera si può applicare sui mobili perfettamente puliti (in un velo sottilissimo) e di seguito si lucida il mobile con un panno di lana. Questa cera si può usare anche come cera per calzature o cuoio in generale, il risultato sarà sorprendente. Bisogna fare attenzione che la cera fusa non sia particolarmente calda perchè può incendiare la trementina. Infatti, la trementina ha un punto di accensione molto basso. 

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